La Grotta della Poesia e San Foca

La Grotta della Poesia e San Foca

Se i presocratici, Talete in testa, hanno considerato l’acqua l’origine della vita, come può l’uomo rimanere indifferente al cospetto di questo ricettacolo di magia e di ricordo ancestrale? Non c’è arido razionalismo che non si sciolga in poesia dinnanzi ad una distesa d’acqua e della sua prepotente magia. Così è per la Grotta della Poesia, tra la scogliera e le spiagge di San Foca e le spiagge di Torre dell’Orso.

Dove si trova la Grotta della Poesia?

Per raggiungere la Grotta della Poesia, dovete percorrere la Strada Statale San Cataldo-Otranto, e prendere per Roca Vecchia, frazione di Melendugno. Chi desidera scoprire con calma i tesori di questo tratto di Costa Adriatica Pugliese, può optare per una vacanza in uno dei tanti villaggi turistici del Salento.

Le origini del nome della Grotta

Il nome di questa spettacolare piscina naturale ha una storia ancora non del tutto chiara: secondo alcuni deriva da “posia”, un termine greco-medievale che indica una “sorgente di acqua dolce”; invece altri penserebbero, come vuole un’antica leggenda, che ci fosse una principessa bellissima a fare il bagno nella grotta e quando la notizia si diffuse, moltissimi poeti si recarono personalmente nella cavità naturale per dedicare dolci versi in onore della fanciulla.

La Grotta della Poesia e la Divinità originaria

La grotta si presenta al visitatore come una estensione di circa 600 metri quadri di graffiti e di invocazioni in tre lingue, messapico, greco e latino, a dimostrare che il valore di luogo di culto rituale della Grotta risale almeno alle popolazioni presenti sul territorio dall’ottavo secolo a. C..

Un valore evocativo, che è stato riconosciuto anche dalle civiltà successive, greca e romana, della figura del dio Thator Andirahas, divenuto Tutor Adraius presso i latini.

Da non dimenticare l’importanza, in questa grotta, della esistenza contemporanea di tre linguaggi, di cui due già decodificati, latino e greco, insieme alla possibilità concreta di poter dare finalmente un significato alla lingua dei Messapi e alzare il velo sulla vera anima del Salento.

Intanto le varie riedificazioni a seguito delle invasioni e distruzioni da parte dei pirati saraceni dimostra che la zona è sempre stata luogo di forte aggregazione sociale e culla di diverse Civiltà, che si sono susseguite nel tempo come se le legasse un filo di ininterrotta tradizione millenaria.

La Grotta della Poesia e lo spettacolo

Dall’alto ci si affaccia su uno spettacolo da mozzare il fiato quando, seguendo le curve della strada che si snoda sulle scogliere circostanti San Foca, si vede lo specchio d’acqua dolce antistante la grotta. È un paradiso di bellezza e cultura che incanta insieme gli amanti della natura e gli amanti della storia che qui convivono abbracciate come Ninfe in una danza.

Intanto a San Foca il bagno si fa a mare, tra le due spiagge che limitano il porto, chiamate ‘Briganti’ e ‘Aranci’, in un mare insignito delle ‘Cinque Vele’ di Legambiente per la pulizia e la trasparenza, con una torre alle spalle e una cappella del ‘700, dedicata ai santi Pietro e Andrea Foca.

Una spiaggia talmente sicura da essere meta preferita dalle famiglie con bambini, a un tiro di schioppo comunque dalla costa di Roca Vecchia e la sua Grotta della Poesia, fantastica di nome e di fatto.